Chi Siamo

 
Alla metà degli anni 1980, la preoccupazione sulle sorti energetiche del pianeta e i drammi ambientali di Chernobyl e del buco dell’ozono, favorirono un generalizzato fervore nella difesa della natura. Questo riavvicinamento significava anche recupero delle tradizioni enologiche e gastronomiche minacciate dalla preoccupante industrializzazione della produzione agricola e alimentare. Proprio contro questo pericolo, cercando di sviluppare l’idea di un nuovo modo di porsi nei confronti del vino e del cibo, nel 1986, da un allegro convivio di intellettuali-gastronomi, nacque a Bra, provincia di Cuneo, Arcigola. Un’associazione che, anche prendendo spunto dallo scandalo del vino al metanolo, cercava di riportare all’attenzione generale la peculiarità di un modo di coltivare fatto di sapienza, tradizione e rispetto per i tempi della natura. Pur se fin dal principio fautrice di grandi iniziative come nel 1987, con la Guida ai vini d’Italia, in collaborazione col Gambero Rosso, la vera svolta per l’associazione fu la sua trasformazione in internazionale, col documento di Parigi del 1989, prendendo il nome che ancora porta, Slow Food appunto, e dichiarando apertamente la sua avversione al macchinismo della società e all’omologazione dei cibi e delle cucine, sottolineando l’importanza della biodiversità, della buona agricoltura e di un consumatore informato su ciò che compra e mangia.
 
La fondazione dell’omonima casa editrice, la promozione della guida Osterie d’Italia, l’organizzazione di eventi internazionali di successo come il Salone del Gusto o Terra Madre, sono tutti finalizzati all’obiettivo di risvegliare le coscienze eno-gastronomiche di tutti all’insegna del buono, pulito e giusto, i tre criteri cardine formulati dal fondatore, Carlo Petrini, in cui si compendia la filosofia dell’associazione: la difesa di prodotti che siano di buona qualità e di altrettanto sapore, ottenuti con procedimenti rispettosi della natura, delle tradizioni, dell’essere umano e dei diritti del lavoratore.  
 
I drammatici dati sull’attuale salute dell’ambiente e l’influenza della globalizzazione sulle nostre abitudini alimentari, dimostrano la validità delle idee che Slow Food sostiene coerentemente e quotidianamente: grazie all’azione dei Presidi, per ciò che riguarda la difesa delle produzioni tipiche; e delle Condotte, per l’organizzazione dei Master, accessibili e brevi corsi di approfondimento per semplici appassionati, e di numerose iniziative enogastronomiche, di cene o degustazioni con l’intento della valorizzazione (nel rispetto) dei prodotti del territorio.
 
Ritrovi dove non s’incontrano solo cacciatori di sbronze o gastronomi occhialuti e sovrappeso che parlano francese, ma persone che vogliono saperne di più su un vino o sull’abbinamento di un formaggio e che vogliono essere più attenti al cibo che comprano, per la loro salute e per l’ambiente.

La condotta di Ciampino nasce nel 2005, grazie alla passione di Lidia Puccio, fondatrice e attuale fiduciaria. L’area non è felice dal punto di vista della cultura enogastronomica e della tradizione produttiva. L’organizzazione di eventi di qualunque genere richiede perciò pazienza, volontà e dedizione e ci fa molto assomigliare alla chiocciolina, simbolo del movimento, col suo avanzare lento e inesorabile: ma troviamo meraviglioso vedere persone profane al vino che imparano a saper bere o produttori dislocati a chilometri di distanza che interagiscono e iniziano percorsi di reciproco completamento professionale, perché realizzano compiutamente quello che è il nostro sogno e il nostro obiettivo: l’incontro virtuoso tra saperi e sapori.

Le nostre iniziative, col successo che le ha contraddistinte, e lo spirito con cui tutti i giorni affrontiamo le sfide della sostenibilità, ci permettono di esistere e di essere fieri di partecipare attivamente ad un processo di critica di questa società troppo veloce a far scorrere, troppo sbrigativa nel dimenticare, troppo disattenta ai destini delle persone.

L’unica cosa che vi rimane di fare ora è venirci ad incontrare una sera mentre sbicchieriamo durante una degustazione o una mattina nel bel mezzo di una lezione sulla raccolta delle erbe spontanee o ad una cena sui prodotti irpini dove una famiglia di ristoratori della valle dell’Ufita prepara la sala, cucina i piatti e alla fine si cambia e balla musica popolare: vi spiegheremo senza le parole cosa significa far parte della nostra associazione.
 
 

Informazioni

Slow Food Ciampino

Seguici su

FacebookYoutube

Chi è online

Abbiamo 20 visitatori e nessun utente online